RobotHeart
Intervista a Davide Passoni
SIR

“ …ci ha convinto l’idea di fondo di questo progetto espositivo dedicato finalmente al mondo della robotica e a quello degli integratori. È una “piccola Automatica” all’interno di BI-MU. A RobotHeart, porteremo una innovativa cella di visione 3D per operazioni di bin picking caratterizzata da un livello di affidabilità molto alto… ”

Davide Passoni CEO SIR

Partiamo da SIR?

SIR è una realtà imprenditoriale nata nel 1984. Fondata da mio padre Luciano Passoni, l’azienda all’inizio della sua storia produceva anche robot antropomorfi, decisamente innovativi per l’epoca. Dopodiché, visto il contesto e lo sviluppo del settore dominato dai costruttori stranieri, ci siamo specializzati nell’attività di integrazione.
Dal 2015, l’azienda fa parte del gruppo cinese Wolong, player mondiale nel settore dei motori elettrici e degli azionamenti. L’azienda è comunque decisamente autonoma e indipendente: una volta concordati gli obiettivi siamo liberi di definire strategie e politiche anche perché è la conoscenza del mercato insieme alla competenza del personale a determinare il raggiungimento dei risultati.

 

Quali i vantaggi di questo nuovo assetto?

Possiamo contare su una struttura molto più solida. Oggi lo staff è costituito da 108 persone. Oltre all’headquarter di Modena che produce per paesi dell’Unione Europea, dell’Europa dell’Est e delle Americhe, possiamo contare su uno stabilimento produttivo 300 km a sud di Shanghai che serve il mercato locale che è in piena espansione. A ciò si aggiunge una sede commerciale in Texas, utile per l’installazione e l’assistenza degli impianti che abbiamo nel mercato nordamericano.

 

Quale è la vostra peculiarità?

SIR si differenzia da molte realtà che fanno sistemi di integrazione perché sviluppa e produce soluzioni speciali in tutti i campi applicativi. Ogni linea comprende solo un 30%-40% di parte standard, tutto il resto è supercustomizzato secondo l’esigenza del cliente.

 

Parliamo di settori di sbocco e di applicazioni

Sono 4.000 gli impianti SIR installati nel mondo. Se guardiamo alle applicazioni direi che, per lo più ci vengono richieste soluzioni per l’assemblaggio di gruppi complessi, i processi di fonderia e di finitura, la saldatura, la manipolazione, il carico e scarico, la pallettizzazione. I settori che più impiegano le nostre soluzioni oggi sono l’automotive, la fonderia, l’aeronautica, la general industry e – in misura minore – la logistica.

 

Quali sono i settori utilizzatori più vivaci oggi e più stimolanti in fatto di definizione di nuove soluzioni?

Sicuramente tutti i settori legati al nuovo mondo dell’automotive elettrica, che è in notevole fermento rispetto a quella tradizionale. Le implementazioni più frequenti in questo campo riguardano l’assemblaggio di motori elettrici di diverse tipologie (lamellari, a magneti, etc.) e delle batterie.
Interessante è poi lo sviluppo di soluzioni di robotica per la lavorazione di semi-telai “one-piece”. L’evoluzione delle tecniche di pressofusione dell’alluminio ha infatti consentito la realizzazione di porzioni di telai automotive di dimensioni molto grandi, senza più quindi la necessità di effettuare complesse operazioni di saldatura e assemblaggio di componenti più piccoli.
Su elementi di grandi dimensioni, la rimozione degli attacchi e dei canali di colata non può più essere fatta a mezzo tranciatura, ma occorre invece utilizzare robot antropomorfi dotati di torce per il taglio al plasma, che permettono, oltre a un notevole risparmio economico, una grande flessibilità e adattabilità ad elementi differenti.
Infine vi è la logistica. Con la diffusione dell’e-commerce, le soluzioni di robotica e automazione divengono sempre più interessanti per le operazioni di picking avanzato. Per uno dei maggiori brand di abbigliamento mondiali, le soluzioni marchiate SIR intervengono nell’attività di depallettizzazione randomizzata, su diverse tipologie di capi di abbigliamento e sui resi derivanti dagli acquisti online.

 

Cosa chiedono i clienti oggi?

Stiamo osservando un profondo cambiamento delle esigenze della domanda. Se prima l’obiettivo era anzitutto ottenere un miglioramento della produttività, oggi i clienti richiedono qualità elevatissima della soluzione e grande flessibilità. Per cui il nostro lavoro è volto principalmente alla definizione di linee che siano in grado di riattrezzarsi quasi in modo automatico per passare, in modo veloce, da una produzione all’altra.

 

Quali sono i risultati e quali le prospettive?

Nel 2018 abbiamo messo a segno la nostra migliore performance: 38 milioni di fatturato. Nel 2020 abbiamo saputo rispondere alle difficoltà della pandemia mantenendo un buon livello di vendite e produzione. Il 2021 è stato decisamente positivo, tanto che siamo riusciti a tornare sul livello di fatturato del 2019. Per il 2022 abbiamo un buon portafoglio ordini e ci aspettiamo stabilità anche se pesano l’aumento dei costi dei componenti, la difficoltà nel reperimento degli stessi e l’incremento nei costi dei trasporti. Tutto questo erode i nostri margini.
Il rischio reale è di avere tante macchine pronte e di non poterle consegnare al cliente per mancanza di alcuni componenti; questo ci impone un lavoro di riprogettazione delle soluzioni per sostituire l’elemento mancante con uno alternativo.
Inizialmente i clienti erano poco propensi ad accettare questa proposta ma ora, vista la situazione contingente, si sono mostrati molto più flessibili e disposti a rivedere i capitolati insieme a noi.
In alcuni casi, poi, quando si tratta di nomi importanti sono gli stessi clienti a fornirci i componenti mancanti poiché il loro potere contrattuale presso il fornitore è decisamente maggiore.

 

Cosa vi ha spinto ad aderire a RobotHeart e come vi presenterete?

Ci ha convinto l’idea di fondo di questo progetto espositivo dedicato finalmente al mondo della robotica e a quello degli integratori. È una “piccola Automatica” all’interno di BI-MU. A RobotHeart, porteremo una innovativa cella di visione 3D per operazioni di bin picking caratterizzata da un livello di affidabilità molto alto. Mostreremo al pubblico come SIR è in grado di semplificare la logistica delle fabbriche utilizzatrici.

 

Che valore aggiunto può darvi la collaborazione con UCIMU?

Grazie alla professionalità e alle competenze di UCIMU, SIR può accedere ad una notevole serie di dati e ad accurate indagini di mercato, molto utili per capire i settori e le aree geografiche in cui muoversi per aumentare o migliorare il nostro business. Inoltre UCIMU può aiutarci nel processo di internazionalizzazione dell’azienda, sempre in costante evoluzione, e nell’affrontare alcuni aspetti tecnici quali la sicurezza e la contrattualistica.

 

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