RobotHeart
Intervista a Gloria Sormani
UNIVERSAL ROBOTS

“ …RobotHeart rappresenta un’ottima operazione di immagine per sottolineare agli operatori dell’industria, ma anche all’opinione pubblica, la solidità di questo segmento così variegato e la crescente importanza che sta assumendo in buona parte dei settori manifatturieri… ”

Gloria Sormani Country Manager UNIVERSAL ROBOTS

Partiamo da voi. Universal Robots, leader nella produzione di cobot, sarà a RobotHeart di 33.BI-MU

Universal Robots è l’inventore del robot collaborativo. L’azienda danese, nata nel 2005, ha presentato il primo modello di cobot nel 2008 e, da lì, non si è più fermata: sono più di 50.000 i robot venduti fino a oggi in tutto il mondo. E con la crescita del business, UR ha continuato ad aprire sedi e filiali in tutto il mondo; così, dal 2018, ha una sua sede in Italia, a Torino, anche se il marchio era già presente nel nostro paese dal 2016 e le vendite erano cominciate nel lontano 2009.
Con queste premesse, considerato il contenuto della manifestazione, la specificità della nuova iniziativa marchiata RobotHeart e il contesto nel quale si svolge, abbiamo deciso di prendervi parte da subito.
D’altra parte, non siamo certo neofiti, avendo già partecipato alle precedenti edizioni di BI-MU, nel 2018 e nel 2020.

 

Cosa vi aspettate dalla vostra partecipazione

Ci aspettiamo moltissimo in termini di contatti e visibilità per due ordini di ragioni legate ai contenuti specifici di questa 33edizione della BI-MU. Abbiamo guardato subito con grande interesse a questa edizione non appena gli organizzatori hanno annunciato la concomitanza con Xylexpo. Oltre al pubblico legato al mondo della lavorazione dei metalli, rappresentato dalla biennale della macchina utensile, possiamo contare anche su quello di Xylexpo, la biennale delle macchine per la lavorazione del legno, che si svolge nei padiglioni accanto. Un’ottima opportunità per noi espositori perché possiamo intercettare una clientela molto più ampia. In seconda battuta, la realizzazione di un’area, RobotHeart, dedicata al mondo della robotica è un grande passo in avanti per il nostro mondo.

 

Ci spieghi meglio…

Il fatto che al settore della robotica sia finalmente dedicata un’area specifica, RobotHeart, con un suo marchio riconosciuto e promosso dagli organizzatori dell’evento ma anche dagli stessi protagonisti, rappresenta un’ottima operazione di immagine per sottolineare agli operatori dell’industria, ma anche all’opinione pubblica, la solidità di questo segmento così variegato, la crescente importanza che sta assumendo in buona parte dei settori manifatturieri e le grandi opportunità di sviluppo che porta con sé.

 

Veniamo allora allo sviluppo che robotica e automazione attivano all’interno delle fabbriche manifatturiere

Noi in azienda siamo soliti dire “il cobot permette all’uomo di lavorare con il robot e non come un robot”. Nella pratica il cobot aiuta l’operatore, lo sostituisce nelle attività a basso valore aggiunto e ripetitive – in epoca differente avremmo detto alienanti – e in quelle ad alto rischio o logoranti. Interviene quindi direttamente sulla qualità della produzione, migliorando le condizioni di lavoro, in risposta ai criteri dell’ergonomia e della sicurezza, e sui risultati aziendali in termini di produttività. Il mercato lo ha capito perché i riscontri sono davvero positivi.

 

Quali sono i mercati più vivaci? Come va l’Italia?

Il 2021 è stato, per Universal Robots, il migliore di sempre. Siamo cresciuti a doppia cifra in tutti i principali mercati. Con riferimento al nostro continente: ha fatto molto bene tutta l’Europa del sud e l’Italia in particolare. Bene anche la Germania. In Italia, i cobot si sono diffusi ormai in maniera strutturata in molte industry. Questo oggi ci permette di scommettere anche su settori innovativi, dal tessile al fashion fino al vasto mondo dei costruttori di macchine che hanno nel cobot uno strumento flessibile e adatto alle proprie esigenze. Il mondo dei sistemi di produzione è un settore a cui da sempre guardiamo con estremo interesse e verso cui i cobot hanno già ampiamente dimostrato la propria utilità ed efficacia applicativa. L’impiego dei nostri cobot per l’asservimento pezzi sui torni, ma anche sulle presse a iniezione, solo per fare alcuni esempi, dà ottimi riscontri. È frutto della necessità di ridurre i tempi di lavorazione, limitare i fermi e i tempi morti. In una battuta: le nostre soluzioni contribuiscono al miglioramento dei parametri di produttività e redditività delle imprese che le adottano. In che modo? Riduzione del tempo ciclo, ottimizzazione dell’uso delle macchine (grazie al ritmo costante che un cobot può imprimere ad esempio ad una pressa o un tornio), migliore qualità delle lavorazioni e quindi minori scarti.

 

Abbiamo parlato del mondo della macchina utensile quali altri settori di sbocco risultano per voi particolarmente interessanti?

Oltre alle macchine utensili per lavorazione del metallo e del legno, vi sono il settore del packaging, del pallettizing, l’automotive e i terzisti per le operazioni di saldatura e sbavatura, ma anche altri alquanto inusitati, come il fashion che ho già citato.

 

Come sono impiegati i vostri cobot nel mondo del fashion?

Per diversi tipi di operazioni: ad esempio, per l’applicazione di elementi sui tessuti ma anche per il controllo qualità di gioielleria e accessori.

 

Esiste un identikit del vostro cliente?

Occorre partire dal presupposto che i nostri cobot sono compatti e relativamente leggeri, pesano al massimo poco più di 30 kg e, per questo, possono essere facilmente inseriti in un impianto o in una linea di produzione e sposati al suo interno laddove ve ne è necessità. Sono flessibili, facilmente programmabili e riconfigurabili perché utilizzano, a differenza degli altri robot, un sistema di programmazione derivato da pc molto intuitivo e user friendly. Inoltre possono essere programmati anche in free drive, ovvero spostando il braccio nello spazio lungo il movimento che si vuole programmare e fissandone i punti: questo rende la programmazione molto semplice, veloce, alla portata anche di operatori con limitate capacità di programmazione. Tutti questi elementi rendono il loro inserimento nelle aziende estremamente semplice per tutte le imprese, a partire dalle PMI.
Detto ciò, funzionano molto bene anche nelle grandi imprese, ove spesso sono impiegati a supporto dei robot industriali. Mi viene in mente, per esempio, l’utilizzo in asservimento per le avvitature dei sottoscocca delle automobili, oppure l’applicazione nei fine linea tradizionali in sostituzione dell’attività, estremamente ripetitiva, svolta dall’uomo.

 

Come si presenterà Universal Robots a RobotHeart? Avete già un’idea dello spazio, delle tecnologie e delle applicazioni che saranno mostrate in fiera?

Crediamo molto in questo progetto e per questo abbiamo raddoppiato lo spazio che avevamo occupato nelle passate edizioni di BI-MU. Porteremo applicazioni sia per il metallo che per il legno.

 

Cobot vs Robot industriali? Quali i vantaggi degli uni rispetto agli altri? Quali gli sviluppi futuri?

Nella maggior parte dei casi non si tratta di soluzioni alternative, bensì complementari. Il futuro è già qui e quello che ci dicono i dati delle nostre vendite è che sempre di più vedremo integrazione tra gli uni e gli altri all’interno delle fabbriche a beneficio delle aziende e degli uomini che vi lavorano.

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