Il punto di Domenico Appendino, presidente SIRI

SIRI – associazione italiana di robotica e automazione patrocina RobotHeart, la nuova area espositiva di 33.BI-MU, dedicata a robotica industriale, automazione, tecnologie ad essa connesse, componenti, sistemi e intelligenza artificiale. 

 


Intervista a
Domenico Appendino, presidente SIRI


La robotica è una tecnologia sempre più diffusa nelle fabbriche manifatturiere. Quali le ragioni di questa crescita esponenziale dell’uso dei robot nel manifatturiero?

Fin dai suoi esordi, nel 1961, la robotica applicata all’industria ha mostrato una crescita esponenziale che non si è mai interrotta ad esclusione di una breve parentesi di rallentamento registrata all’inizio del 21esimo secolo.
Sono otto le principali ragioni che hanno determinato questa crescita. Le prime quattro sono legate a situazioni ormai consolidate. Le restanti riguardano invece le ultime trasformazioni della fabbrica. Partiamo dalle prime. La diffusione dei robot è stata spinta, anzitutto, dalla necessità delle aziende di assicurare flessibilità produttiva, determinata dall’aumento del numero dei prodotti e dalla riduzione del tempo di vita degli stessi che sono soggetti a sostituzione sempre più rapida, ma anche dalla volontà di migliorare la produttività, indispensabile per vincere la sfida dei competitors. Ma il numero di robot installati è cresciuto anche perché il valore sempre più contenuto dell’investimento ha reso le soluzioni automatizzate accessibili anche alle PMI, e perché gli standard di sicurezza e l’attenzione alla qualità della vita nelle fabbriche hanno imposto l’utilizzo di robot per le mansioni più pericolose e usuranti, prima svolte dall’uomo.
A queste ragioni se ne aggiungono altre quattro di più recente apparizione: l’incremento di utilizzo dei cobot che, per le loro caratteristiche, possono essere più facilmente inseriti nelle fabbriche, accanto agli operatori; l’impulso alla automazione flessibile attivata dall’approccio 4.0 che è ormai un fenomeno mondiale; lo sviluppo dell’intelligenza artificiale che apre nuove aree di intervento e applicazione della robotica; e, infine, lo scoppio della pandemia che ha messo in luce le potenzialità dell’utilizzo di automi in situazioni particolari, per esempio nello svolgere servizi accanto a pazienti o nel procedere con attività lavorative di vario genere anche quando, a causa dei lockdown, il personale era ridotto al minimo.

 


L’instabilità e l’incertezza che stiamo oggi vivendo possono avere impatto sul segmento della robotica?

Il contesto nel quale ci troviamo oggi ad operare è decisamente complesso ma non credo che questo avrà impatto decisivo sul settore della robotica. La pandemia, ad esempio, ha mostrato le potenzialità di queste tecnologie e, anzi, ha fatto da acceleratore alla loro diffusione.
Senza prendere in considerazione i dati di previsione IFR che sono stati elaborati prima dello scoppio della guerra e dunque potrebbero non essere più veritieri, solo osservando i trend degli ultimi anni possiamo immaginare che, nel prossimo triennio, la crescita proseguirà anche se non con incrementi a doppia cifra. E l’incremento delle vendite in Italia dovrebbe risultare sopra la media europea. Dunque, possiamo dirci fiduciosi.

 


Quali sono gli scenari futuri che più caratterizzeranno la robotica industriale dei prossimi anni?

Penso che le aree su cui si concentrerà lo sviluppo saranno i cobot, la sensoristica e l’intelligenza artificiale. I cobot cresceranno in numero e in campi di applicazione perché, per loro natura, si integrano bene nella fabbrica senza portare grandi stravolgimenti ai cicli produttivi già definiti.
Sensoristica e intelligenza artificiale, invece, permettono l’incremento delle capacità di azione dei robot. Con l’AI, il robot analizza e registra dati che, opportunamente rielaborati, gli permettono di svolgere azioni, anche piuttosto complesse, in autonomia. Questo è uno degli aspetti più affascinanti che caratterizzeranno il futuro della manifattura. Detto ciò, l’uomo resta al centro del processo produttivo perché progetta, gestisce, programma le macchine.

 


Lei parla spesso della visione antropocentrica del robot e degli ambienti dotati di sistemi di automazione. Ce ne vuole parlare?

È esattamente quello che dicevo poco fa: i robot non sono null’altro che gli utensili del terzo millennio. Sono strumenti di cui l’uomo si serve per raggiungere i suoi scopi, dunque per far funzionare la fabbrica e per intervenire, ove opportuno, all’interno di un processo produttivo.
Questa è la visione antropocentrica che è poi parte integrante della nostra cultura. Il ruolo dell’individuo all’interno di un qualsiasi sistema rappresenta uno dei valori fondanti della cultura occidentale ed europea in particolare. Anche per questo la Commissione Europea, nel mese di aprile 2021, è stata chiamata a definire un quadro giuridico che disciplini l’utilizzo dell’intelligenza artificiale in tutti gli ambiti della vita quotidiana e dunque anche nel lavoro e nella manifattura.

 


SIRI è patrocinatore di RobotHeart, la nuova area espositiva di BI-MU. Quali gli aspetti che ritiene siano da sottolineare rispetto a questa nuova iniziativa che sta riscuotendo grande successo presso il pubblico?

SIRI insieme a UCIMU-SISTEMI PER PRODURRE, ovvero i due organi di rappresentanza del mondo della robotica in Italia, hanno raccolto la richiesta dei diversi attori della robotica, anzitutto di costruttori e integratori, di poter avere un appuntamento dedicato in Italia che, focalizzato sulla robotica, fosse però inserito all’interno di una fiera consolidata quale è BI-MU, capace di attrarre operatori di tutto il manifatturiero.
Il risultato è RobotHeart, area espositiva che conta l’adesione già di tutti i più importanti player del segmento. ABB, ABL AUTOMAZIONE, COMAU, FANUC, LUCAS, MITSUBISHI, OMRON, ROBOT AT WORK, ROBOTECO ITALARGON, ROBOTUNITS, SIR, STAUBLI, TIESSE ROBOT, UNIVERSAL ROBOTS  sono solo alcuni di quelli che hanno già aderito e molti stanno confermando in queste settimane la loro presenza.
Valore aggiunto di questo appuntamento è però la sua dimensione culturale che può contare sulla presenza di partner di primario livello appartenenti al mondo della scuola, dell’accademia e dell’università che sono poi i portatori di nuova linfa al mondo dell’impresa.
Cito, per tutti, la presenza di I-RIM, Istituto per la Robotica e le Macchine Intelligenti che, tra le numerose iniziative che svolgerà in BI-MU, terrà il suo Convegno Nazionale proprio in fiera. Con RobotHeart vogliamo ridurre la dicotomia tra istruzione e industria a beneficio del mondo della ricerca e del mondo delle imprese che molto hanno da offrire l’uno all’altro.

 


Quali sono le iniziative firmate da SIRI in programma alla prossima BI-MU?

SIRI, che avrà un suo stand informativo, sarà impegnata con una serie di iniziative di approfondimento culturale. Nella tradizionale conferenza stampa presenteremo i dati di andamento del settore oltre a dare evidenza e introdurre i temi tecnologici che saranno oggetto delle presentazioni a cura dei nostri associati espositori di BI-MU. Come sempre, rinnoveremo l’appuntamento per una riflessione sul rapporto tra robot e etica, tema centrale e in costante evoluzione. Sosterremo il convegno dedicato all’Intelligenza Artificiale promosso da AIA e parteciperemo attivamente ad alcune delle iniziative di I-RIM. Tante attività e sicuramente di qui ad ottobre ne pianificheremo di nuove.

 

Eventi

Luogo: AREA BI-MUpiù Pad 13 – B23 - fieramilano Rho
Orario: 10.30
A cura di: UCIMU-SISTEMI PER PRODURRE

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Manifestazione

Macchine utensili a asportazione, deformazione e additive, robot, digital manufacturing e automazione, tecnologie abilitanti, subfornitura.

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